Castel del Monte


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Da circa 80 anni si afferma che Castel Del Monte sia stato costruito da Federico II. Ma ci sono in effetti argomenti convincenti a favore di questa tesi? Giudicate voi.

Federico II nel gennaio del 1240 si trovava a Gubbio quando scrisse una lettera a Riccardo di Montefuscolo che era giustiziere di Capitanata. La lettera incomincia così: "anche se tu non sei competente per territorio guarda di approntare il materiale per "l'actractus" del castello" ."Actractus " è una parola del latino medievale. Un glossarista del '600 traduce actractus come recinto. A seguito di alcune ricerche il prof. Tavolaro ha reperito altre lettere scritte da Federico II, nelle quali "actractus" si potrebbe leggere come cantiere, quindi questa lettera è l’unica testimonianza scritta che noi abbiamo che Federico II abbia avuto a che fare con Castel del Monte. Tutte le altre volte che Federico II aveva ordinato la costruzione di un castello, aveva un innumerevole numero di corrispondenza con gli architetti relativamente alle modalità di esecuzione della costruzione ed al reperimento delle risorse finanziarie. Per Castel del Monte non c'era niente di tutto questo!
Castel del Monte oltretutto non è funzionale: non ci sono cucine, né scantinati né sotterranei. Ci sono solo cinque piccoli camini per le 16 stanze che compongono il castello, e, non essendoci ripostigli in cui conservare la legna che serviva ad accendere il caminetto, poteva la stessa essere adagiata sul mosaico del pavimento della sala? Il prof. Tavolaro ritiene proprio di no. Castel del Monte è più un tempio che un castello...Una cosa che però in realtà non manca sono i servizi igienici, situati nelle torri e costruiti quasi come quelli attuali.

Ma allora, il castello così costruito a cosa poteva servire? Proviamo a scoprirlo nelle prossime pagine. Di sicuro dopo che nel 1860 il Duca d’Andria, che era il proprietario del castello, lo ha venduto allo stato Italiano per £ 25.000 questo è rimasto per tanto tempo così abbandonato, che si venivano a rifugiare i pastori che mettevano gli animali grossi nel cortile e le capre e pecore al primo piano; successivamente c’è stato un periodo in cui si sono rifugiati anche i briganti.